In Africa, anche se il coronavirus non ha provocato altrettante vittime che in Europa, le conseguenze del lockdown sono state molto incisive nella vita dei bambini. La chiusura delle scuole in Uganda, dallo scorso marzo, ha lasciato i bambini a casa...ma non seduti sul divano, o di fronte alla TV, ma a lavorare duramente per guadagnare qualche scellino per contribuire al mantenimento della famiglia. Quando i bambini vanno a scuola, il pasto a mezzogiorno lo ricevono li', ma ora, a casa, in famiglie molto numerose, 6, 7 bimbi in piu' a cui garantire un pasto in piu' al giorno, non e' facile. Per questo i bambini, da piccolissimi, in questo tempo di covd, hanno, da piccoli adulti, lavorato assieme a mamme e nonne, per guadagnare qualcosa per poter comprare un kilo di farina, fagioli, del sapone. Molti bambini vendono pomodori, melanzane e cipolle, percorrendo molti km a piedi, per raggiungere varie famiglie a cui vendere; altri tagliano e vendono le canne da zucchero; altri al mattino vanno al bosco a tagliare la legna per poi vendere le fascine; altri ancora aiutano la mamma a spaccare pietre nelle cave, battendo il martello cento e cento volte ripetutamente...altri raccolgono taniche d'acqua al pozzo per altri in cambio di una moneta;altri bimbi girano per le strade, e in citta' bussano ai finestrini delle auto per fare l'elemosina.
Questi piccoli adulti, che gia' solitamente svolgono questi lavori al mattino e la sera tornati da scuola, ora a tempo pieno, vestono i panni di adulti, che privati dell'infanzia, devono lavorare per il mantenimento della famiglia.










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